Silenzio!
Oltre la porta della violenza
un grido si ripercuote
e si ripiega su se stesso.
Un boato
e l'equilibrio di un buco nero,
che inghiotte come un automa
gli atomi dell'infinito.
(by E.S.)
lunedì 27 febbraio 2012
domenica 26 febbraio 2012
...senza dividere la granella dalla paglia.
Solo i Carabinieri Regi erano rimasti, fedeli come sempre, nella città martoriata, per dare una parvenza di sostegno ai pochi abitanti e ai volontari, medici, infermieri e altri che non se la sentirono di abbandonare i feriti dell’Ospedale Civile e quelli che ancora l’avrebbero riempito…
Per le viuzze della Marina, pochi si ostinarono a rimanervi. In totale, nella città, forse erano rimasti in mille.
Maria aveva scelto di rimanere, per amore di Emilio, per amore del Maestro, per i ricordi che l’amore aveva impresso su quelle mura. Nobile con lei, non più piccioccu de crobi, neanche più piccioccu, o bambino. Le privazioni fanno crescere, per forza, a marolla, gli addii e le bombe fanno crescere ancora più velocemente.
Nello era sparito, forse sepolto fra le macerie della stazione dove passava le notti. Tino era partito assieme alla famiglia, a Sinnai, dai nonni. Pure Fisio se n’era andato. Per il calendario era il tempo della mietitura e anche in città si cadeva, come grano nei campi. Giro giro tondo, cade il mondo, cade la terra, tutti giù… insieme, senza dividere la granella dalla paglia.
Tratto da "Nobile Verrisi".
sabato 25 febbraio 2012
giovedì 23 febbraio 2012
giovedì 16 febbraio 2012
Anime erranti
La chiesa di San Giuseppe, quella di Sant’Anna, il bastione, il Municipio, palazzo Valdes, palazzo Vivanet, il Teatro Civico, la stazione delle Ferrovie Complementari e quella delle Ferrovie Reali, piazza Carmine e la sua chiesa, la scuola Riva e le altre, e le abitazioni di Castello, Stampace, Marina, Villanova: giù come castelli di sabbia, senza distinzione fra le dimore dei ricchi e le altre dei poveri. Le sirene tacquero per mancanza di corrente. Perché nessuno dava più il preavviso. Perché non c’erano orecchie ad ascoltare.
Ogni collegamento era interrotto. Dal porto si alzava il fumo nero delle navi militari distrutte o in agonia. Dalle strade piene di macerie, quasi scomparvero le vetture e i tram. Sulla solare città in mezzo al mare si era posato un sudario di polvere. Tutto era bianco o grigio e i pochi vivi che ancora l’abitavano, vi si muovevano, bianchi anch’essi, come anime erranti in un candido, incoerente, inferno dantesco.
Tratto da "Nobile Verrisi"
Ogni collegamento era interrotto. Dal porto si alzava il fumo nero delle navi militari distrutte o in agonia. Dalle strade piene di macerie, quasi scomparvero le vetture e i tram. Sulla solare città in mezzo al mare si era posato un sudario di polvere. Tutto era bianco o grigio e i pochi vivi che ancora l’abitavano, vi si muovevano, bianchi anch’essi, come anime erranti in un candido, incoerente, inferno dantesco.
Tratto da "Nobile Verrisi"
lunedì 6 febbraio 2012
sabato 28 gennaio 2012
Da "La città piatta"
"Per quel che ne so, il mondo potrebbe non esistere più. Potremmo essere noi tutto ciò che è rimasto dell’Umanità.
Misere risorse per il genere umano: una splendida dea cieca e un rottame nel cui interno gorgoglia olio idraulico al posto del sangue. Se fossi l’ultimo uomo, me li doneresti i tuoi seni? Se tu fossi l’ultima donna, avresti pietà di me?
Il the caldo ricolma la stanza di un aroma ras...sicurante: a volte la normalità traspare anche dagli odori consueti.
Senza questa paura nuova potremmo discutere, non so, del naso di Pinocchio, dell’armatura di Brancaleone, degli occhi azzurri del Cristo di Zeffirelli, dei capelli corti di Giovanna d’Arco, di te, di me, di noi. Senza lo sguardo pesante del clown bianco che ci spia dalla finestra semichiusa, magari riusciremmo a fondere i nostri corpi parlando di niente.
Invece, allungo la mano per porgerti il the, e non posso far altro che accarezzare fugacemente le tue unghie perfette."
Misere risorse per il genere umano: una splendida dea cieca e un rottame nel cui interno gorgoglia olio idraulico al posto del sangue. Se fossi l’ultimo uomo, me li doneresti i tuoi seni? Se tu fossi l’ultima donna, avresti pietà di me?
Il the caldo ricolma la stanza di un aroma ras...sicurante: a volte la normalità traspare anche dagli odori consueti.
Senza questa paura nuova potremmo discutere, non so, del naso di Pinocchio, dell’armatura di Brancaleone, degli occhi azzurri del Cristo di Zeffirelli, dei capelli corti di Giovanna d’Arco, di te, di me, di noi. Senza lo sguardo pesante del clown bianco che ci spia dalla finestra semichiusa, magari riusciremmo a fondere i nostri corpi parlando di niente.
Invece, allungo la mano per porgerti il the, e non posso far altro che accarezzare fugacemente le tue unghie perfette."
giovedì 26 gennaio 2012
Il bambino di Casteddu, che dalla finestra della sua stanza, ogni mattina controllava che il mare ci fosse ancora, pronto, per accogliere i suoi sogni, il giorno che avesse deciso di navigare… Il bambino di Casteddu poggia le mani sulle spalle di Nobile, pesanti come le parole che pronuncia.
- Ricordati Nobile, si chiama Colaussi. Che gol a quei brutti ungheresi. Non fa niente se non gli prendi la maglia ma il cognome, non ti sbagliare quando lo dici. Di maglie ce ne sono tante, di Colaussi no. E di Salvatore Romano c’ero solo io.-
- Perché parli così?-
Grazie Nobile – continua il piccolo ebreo, senza ascoltare l’amico, con la testa ormai chissà dove - sei stato un bravo amico. Se ti dovesse capitare di parlare con i miei genitori, digli che il pallone è tuo, mi farebbe piacere che lo avessi tu. – Sorride Tore – Sarai l’unico della Marina ad avere un pallone vero.
venerdì 13 gennaio 2012
R.M. commenta "Nobile Verrisi"
Il secondo libro malinconico e delicato come una piuma… sa di sentimenti antichi e nobili…. Nobile come il protagonista, puro, genuino, reale come la sua storia come il tempo che si è nutrito dei suoi ricordi e delle sue speranze… tutto è lecito per l’amore tra una madre ed un figlio… tutto è permesso perchè la guerra ha cancellato tutto… tranne la memoria… grazie…. sarebbe potuto avvenire dovunque ma l’autore ha scelto Cagliari….
Come sempre, grazie per le belle parole!
Come sempre, grazie per le belle parole!
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